Tutto quello che devi sapere sulle crittovalute digitali.

  • Impara come funzionano le crittovalute, come acquistarle e come investire.
  • Scopri le differenze tra le diverse tipologie di crittovalute.
  • Leggi le recensioni delle migliori piattaforme di trading online con le crittovalute.

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(si ricorda che i CFD sono un prodotto soggetto ad effetto leva e che quindi possono comportare la perdita di tutto il capitale. Il trading di CFD potrebbe non essere appropriato per te, quindi accertati di aver compreso pienamente i rischi connessi.)

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Internet sta diventando una delle maggiori forze per arginare il ruolo dei governi. L’unica cosa che manca per portare a termine questo processo è una moneta digitale affidabile. 1999
Milton Friedman, economista

Che cosa sono le crittovalute

Che cos’è una crittovaluta (o criptovaluta)? Una criptovaluta è una moneta elettronica, creata attraverso un sistema digitale basato su crittografia e non soggetta ai vincoli di emissione delle banche centrali, né al controllo delle autorità monetarie nazionali. La criptovaluta più famosa è il Bitcoin (BTC), creata da Satoshi Nakamoto nel 2009, oggi affiancata da molte altre monete virtuali come Bitcoin Cash, Ethereum, Litecoin e Ripple, solo per citarne alcune.
Ma cosa sono in pratica le crittovalute? Vediamone le principali caratteristiche.

Principali caratteristiche delle criptovalute

Sebbene ne esistano diverse tipologie, le crittovalute hanno una serie di caratteristiche in comune.

Non c’è un’autorità di controllo centralizzata.

Le crittovalute sono monete decentralizzate, basate su un sistema peer-to-peer open source non influenzato dalle politiche monetarie dei singoli stati. In pratica, al contrario di come avviene per le moneta tradizionali, non esiste una banca centrale che emette moneta e controlla le transazioni.

L’emissione di moneta è regolata da un algoritmo e da un processo di crittografia detto mining e le transazioni vengono incluse in un database distribuito tra tutti i nodi della rete, chiamato blockchain. Se questi concetti vi sono sconosciuti, non preoccupatevi, ne parleremo più avanti.

Il futuro del denaro è la moneta digitale 2014
Bill Gates

Le transazioni non coinvolgono terze parti.

Questa è una diretta conseguenza di quanto appena detto: se con le valute tradizionali ogni trasferimento di denaro avviene tramite una banca o un sistema di pagamento digitale (come Paypal, ad esempio), con le crittovalute non viene coinvolto nessun altro soggetto oltre al mittente e al ricevente. Questo, insieme al particolare sistema di conservazione delle monete virtuali (il wallet, di cui parleremo tra poco) garantisce l’anonimato degli utilizzatori.

Attenzione però: il fatto che le transazioni in criptovaluta sono anonime, non significa che non siano tracciabili, anzi.

La blockchain, il libro contabile delle crittovalute, registra tutte le transazioni in modo trasparente e accessibile a tutti: a restare anonimi sono la fonte e la destinazione del denaro in quanto l’identità dei proprietari dei wallet, i portafogli virtuali, è protetta da una chiave di criptazione.

Non sono rappresentate da monete o banconote fisiche.

Le crittovalute sono solo ed esclusivamente digitali: possono essere acquistate su apposite piattaforme (dette Exchange) in cambio di valuta tradizionale o di altre crittovalute, possono essere usate per acquistare prodotti e servizi online sui siti che lo consentono e possono essere conservate soltanto in appositi portafogli virtuali.

Di nuovo attenzione: il fatto che non abbiano un corrispettivo fisico, non significa che non possano essere rubate violando i wallet con un attacco hacker.

Non possono essere falsificate.

A differenza delle monete tradizionali che sono continuamente soggette a tentativi di contraffazione, Bitcoin e crittovalute di ogni tipo non possono essere falsificate in quanto protetti da crittografia. Questo, però, non le rende immuni ai tentativi di truffa, motivo per cui va sempre verificata l’affidabilità degli Exchange da cui si acquistano crittovalute.

Insomma, prima di acquistare criptomonete vi consigliamo di leggere questa guida fino alla fine, perché, come vi direbbe ogni buon consulente finanziario, la regola d’oro di ogni investimento è la consapevolezza: mai investire in qualcosa prima di aver capito come funziona.

 

Come funzionano le criptovalute

Mining, blockchain, exchange, wallet, cosa significano tutti questi termini? Potremmo definirli come il glossario fondamentale delle monete virtuali, il vocabolario di base per poter spiegare come funzionano le crittovalute in pratica.

Che cos’è la blockchain: il registro delle transazioni

La blockchain è una tecnologia (anche se sarebbe meglio definirla un paradigma) che permette la creazione e gestione di un grande database di transazioni il cui controllo è distribuito tra tutti i nodi della rete. Questo database è strutturato in blocchi crittografati, ognuno dei quali contiene un numero di transazioni variabile in base al tipo di criptovaluta.

I blocchi sono collegati in una catena, chain appunto, in modo che ogni transazione avviata sulla rete debba essere convalidata dalla rete stessa nell’analisi di ciascun blocco. In pratica, la blockchain è il libro contabile delle criptomonete: un registro pubblico e accessibile a tutti, praticamente immodificabile in quanto controllato da tutti i nodi della rete.

Facciamo un esempio: immaginate 10 persone attorno a una tavolo ognuno con un foglio bianco davanti, ogni persona è un nodo della rete, ogni foglio è un blocco della catena. Quando un utente vuole trasferire denaro a un altro, paga una commissione per la transazione (transaction fees) di cui lui stesso può decidere il valore, i nodi controllano che questo abbia denaro a sufficienza per coprire la transazione e se il 50%+1 dei nodi dà l’ok, la transazione viene approvata e ognuno ne prende nota sul foglio davanti a sé. Quando lo spazio sul foglio è terminato questo viene sigillato con un hash, cioè una chiave criptata, in modo che non possano essere modificati. Una volta sigillato il foglio, questo viene aggiunto alla catena. La stessa informazione, dunque, è presente su tutti i fogli e non è modificabile se non attraverso una operazione che richiederebbe l’approvazione della maggioranza dei nodi della rete e di cui resterebbe comunque traccia.

Il mining: come vengono emesse le crittovalute

L’emissione delle crittovalute origina da un processo completamente digitale detto mining, termine che deriva da gold mining, cioè dall’attività di estrazione dell’oro. La metafora del minatore è più che calzante in quanto le valute digitali vengono estratte dai blocchi della blockchain. In che senso?

Facciamo un passo indietro e iniziamo a dire che gli utenti che costituiscono i nodi della blockchain sono detti miners, letteralmente minatori. I miners sono coloro che contribuiscono al funzionamento della blockchain in quanto si occupano di controllare, validare e crittografare ogni blocco di transazioni per poterlo aggiungere alla catena e permettere l’effettivo scambio di crittovalute. Questa operazione viene definita appunto mining ed è fondamentale al funzionamento di qualsiasi sistema di crittovalute. L’attività di mining, è completamente libera: chiunque può estrarre monete virtuali a condizione di avere un computer abbastanza potente da risolvere la crittografia dei blocchi.

Ma perché i miners dovrebbero fare quello che fanno? Semplice: perché per ogni blocco aggiunto alla catena:

  • Ottengono una ricompensa in criptomonete: per ogni criptovaluta, infatti, i creatori hanno stabilito regole e ricompense per i miners: per il Bitcoin, ad esempio, attualmente la ricompensa è di 12,5 BTC a blocco, ma diminuirà nel tempo, per Ethereum, invece è di 5 ETH per blocco ed è destinata a rimanere tale.
  • Guadagnano le commissioni pagate dagli utenti per le transazioni contenute in quel blocco (transaction fees): va da sé quindi che le transazioni con commissioni più alte hanno più probabilità di essere convalidate in breve tempo.

Come si utilizzano le crittovalute

Come tutte le monete, anche le crittovalute hanno una duplice funzione, possono essere utilizzate:

  • come mezzi di scambio per acquistare beni e servizi o altre crittovalute;
  • come riserva di denaro il cui valore cambia in base al mercato come avviene con un titolo azionario.

Ogni criptovaluta è stata creata con uno scopo e, a seconda dell’utilizzo che se ne vuole fare, è bene sceglierne un tipo piuttosto che un altro, ad esempio:

  • come riserva di valore al momento la più gettonata è Bitcoin;
  • per le transazioni finanziarie internazionali la migliore è Ripple;
  • per la creazione di contratti intelligenti la più performante è Ethereum;
  • per le transazioni private sono più indicate Bitcoin Cash e Litecoin;
  • per le transazioni specializzate in determinati beni ci sono crittovalute particolari come GameCredits o ReddCoin;
  • per effettuare transazione nel completo anonimato è consigliabile usare Monero.

In ogni caso, qualunque sia l’utilizzo che vogliate fare delle criptomonete, per prima cosa è necessario procurarsele e dotarsi delle tecnologie per conservarle e scambiarle.

Come acquistare criptovalute: gli Exchange

Le criptomonete possono essere acquistate su apposite piattaforme online dette Exchange. Esistono due tipi di Exchange:

  • quelli come Coinbase o Cex-io, che permettono di comprare crittovalute pagandole con le monete tradizionali come gli euro, i dollari americani, gli yen giapponesi;
  • quelli che permettono di acquistare crittovalute solo con altre crittovalute.

Volendo fare un paragone con il mondo della finanza tradizionale, gli Exchange del primo tipo sono simili alle banche a cui vi rivolgete per comprare valuta estera, quelli del secondo tipo sono l’equivalente di Piazza Affari o Wall Street.

Se acquistate crittovalute per la prima volta, quindi, dovrete registrarvi su un Exchange del primo tipo e creare un profilo. Una volta registrati potrete acquistare Bitcoin, Bitcoin Cash, Ethereum, Litecoin o qualsiasi altra moneta disponibile pagando tramite bonifico bancario, carta di credito o prepagata. I protocolli di sicurezza di queste piattaforme sono molto rigidi: vi chiederanno di verificare attraverso un codice la carta con cui effettuerete l’acquisto e in alcuni casi potrebbero richiedervi un documento di identità. Non preoccupatevi, anzi: il fatto che vengano eseguiti tutti questi controlli attesta l’affidabilità della piattaforma. Per via del loro anonimato, infatti, le criptomonete sono state utilizzate anche per fini criminali, in particolare per il riciclaggio di denaro: le verifiche dell’identità in fase di registrazione servono proprio a limitarne questi utilizzi.

Come si conservano le crittovalute: il wallet

Una volta acquistate, le criptomonete vanno conservate in un portafoglio virtuale, detto wallet, che è l’equivalente del conto bancario per le monete tradizionali: un indirizzo registrato sulla blockchain che identifica in modo univoco un utente.
Ogni wallet ha due chiavi:

  • una chiave pubblica, una sorte di codice IBAN per mantenere il paragone con i conti correnti tradizionali, che serve a ricevere denaro;
  • una chiave privata, una sorta di PIN, che serve ad accedere ai propri fondi e inviare pagamenti mantenendosi anonimi nel registro dei pagamenti.

A questo punto, il concetto di anonimato in relazione alle crittovalute dovrebbe essere chiaro: è il wallet a rappresentare un utente all’interno del libro contabile delle criptomonete (la blockchain) e l’identità del possessore del wallet è protetta da una chiave privata. Naturalmente, mai rivelare a qualcuno la propria chiave privata.

Esistono varie tipologie di wallet:

  • il wallet online, cioè un deposito di criptomonete totalmente online. È il più facile da utilizzare, ma anche quello a più alto rischio perché potrebbe essere violato da un hacker;
  • il wallet mobile, una variante del wallet online basata su app mobile per cui il wallet risiede sul proprio cellulare. È considerata più sicura, ma sempre teoricamente attaccabile; inoltre è essenziale non perdere il cellulare;
  • il desktop wallet, simile al Wallet mobile, con la differenza che anziché basarsi su una app, si basa su un software installato sul PC. In questo caso il rischio di violazione è minore, ma comunque esistente, inoltre va considerata l’eventualità che il computer si rompa o venga fisicamente rubato;
  • il paper wallet, cioè un deposito su carta. A prova di hacker, certo, ma esposto a tutti i rischi a cui è normalmente esposta la carta: dal perdersi all’essere stracciata.

Acquistare beni e servizi con le criptovalute

Ora che avete le vostre criptomonete al sicuro nel vostro wallet potete iniziare a spenderle. Esse, infatti, interagiscono con la moneta reale e possono essere utilizzate per acquistare beni e servizi presso le piattaforme e i negozi fisici che li accettano.
L’uso transazionale delle crittovalute, tuttavia, è ancora limitato: Bitcoin e simili sono per lo più utilizzati come titoli d’investimento per fare trading online.

Investire in criptovalute

Il trading online con le monete virtuali

Ci sono essenzialmente due modi per investire in Bitcoin e altre crittovalute:

  • acquistare e vendere direttamente;
  • fare trading tramite i CFD.

Investire direttamente

Investire in criptomonete direttamente significa acquistarle, depositarle nel proprio wallet e aspettare che il loro valore aumenti per poi rivenderle a un prezzo superiore.

È importante scegliere Exchange affidabili, con una buona reputazione, volumi d’affari piuttosto alti e soprattutto che abbiano una certa liquidità, ossia che vi permettano di vendere rapidamente. Inoltre, è bene registrarsi su piattaforme con un’ampia offerta di cypto-asset, cioè con diverse tipologie di crittovalute, in modo da differenziare gli investimenti e massimizzare le possibilità di guadagno. Bisogna tenere conto che l’investimento diretto in crittovalute è una procedura molto delicata che implica una serie di rischi che vedremo a breve.

Investire tramite CFD

L’alternativa, più semplice e sicura, è quella di utilizzare una piattaforma broker che vi permetta di fare trading online con i CFD, vale a dire i contratti di differenza. I CFD sono strumenti finanziari che permettono di investire in un asset, in questo caso le criptomonete, senza comprarli davvero, ma semplicemente scommettendo sulle variazioni di valore.

È importantissimo che il sito broker sia autorizzato e regolamentato dalle autorità competent e che presenti commissioni molte basse, se non addirittura gratuite. Inoltre, è bene scegliere siti che permettano l’apertura di un conto demo prima dell’apertura del conto vero e proprio, perché specie se siete principianti è il caso di testare le vostre abilità di trader prima di passare all’operatività con denaro reale.
Tra i siti broker più affidabili segnaliamo:

Una volta registrati sulla piattaforme broker, vi verrà richiesto un deposito minimo (che va da 10 a 1.000 € a seconda della piattaforma) con cui potete iniziare a fare trading investendo su una criptovaluta.
Come per la moneta tradizionale, quando investite in crittovalute avete due possibilità per guadagnare con il vostro investimento:

  • aprire una posizione a rialzo, cioè acquistare criptomonete scommettendo sul fatto che il loro valore cresca: se questo accade andate in profitto;
  • aprire una posizione a ribasso, cioè vendere scommettendo su un calo di valore: se questo si verifica andate in profitto.

Nel momento in cui siete in profitto potete chiudere la vostra posizione e richiedere di prelevare la cifra guadagnata. Investire in crittovalute, quindi, richiede, come ogni operazione di trading, sia una buona conoscenza dei trend finanziari (che molti siti broker mettono a disposizione gratuitamente), sia la capacità di interpretarli nel migliore dei modi e fare le proprie valutazioni, ossia di speculare sul loro andamento futuro.

Qual è il valore delle crittovalute

Come per le valute tradizionali, il valore di una criptovaluta dipende dalla domanda e dell’offerta della moneta sul mercato. La differenza rispetto alle monete nazionali, però, risiede nel fatto che, non essendoci un’autorità che decide le politiche monetarie, il valore delle crittovalute dipende solo ed esclusivamente dal mercato: più persone comprano una moneta più il suo prezzo salirà e viceversa.
Nient’altro.

Prendiamo ad esempio i Bitcoin: la quantità massima di BitCoin che saranno messi in circolazione è di 21 milioni di BitCoin in 130 anni. Questo significa che non potranno mai subire inflazione, ma solo deflazione: il loro valore è destinato ad aumentare in quanto sono una risorsa finita e il loro prezzo è dettato soltanto dalla domanda e dall’offerta.

Per questa ragione il mercato delle crittovalute è estremamente volatile e caratterizzato da altissimo livelli di euforia collettiva: il valore delle monete virtuali cambia molto rapidamente.

Rischi dell’investimento in crittovalute

Alla luce di quanto detto finora, è chiaro che le monete virtuali sono un asset finanziario tanto interessante quanto rischioso, soprattutto se si investe comprando direttamente e non tramite CFD.

Vediamo, in sintesi, quali sono i rischi dell’investimento diretto in crittovalute.

Perdita delle credenziali del proprio wallet.

Sembra banale, ma il principale rischio per chi possiede crittovalute è quello di perdere le credenziali d’accesso al proprio wallet o di smarrire il dispositivo (telefono o pc) su cui è installato il wallet locale. Non è mai possibile infatti richiedere un nuovo codice, fare una procedura di recupero password o contattare un servizio clienti: perse le credenziali, perso il denaro.

Attacco hacker.

Specie se si utilizza un wallet online è possibile che questo venga violato da un hacker e che le crittovalute depositate spariscano o vengano rubate.

Saturazione della blockchain.

Altra criticità dell’investimento diretto in monete virtuali è il tempo impiegato per concludere una transazione e il relativo costo della commissione, i quali dipendono dalla saturazione della blockchain, dal wallet utilizzato e dalla tipologia di criptovaluta trattata. Bitcoin Cash, per esempio, permette transazioni molto più rapide di Bitcoin in quanto i singoli blocchi della blockchain hanno dimensioni maggiori e permettono di elaborare più transazioni in minor tempo.

Mercato volatile ed euforico.

Come spiegato, le fluttuazione di prezzo delle monete virtuali sono molto frequenti: si alternano periodi di crescita vertiginosa che attraggono moltissimi investitori a periodi di rapido calo. E sebbene l’investimento tramite CFD metta a riparo dagli altri rischi appena elencati, la volatilità del mercato delle valute crittografiche è un fattore di cui tenere conto qualunque sia la modalità di trading utilizzata.

Criptovalute e truffe: imparare a riconoscere le frodi

Il crescente interesse delle persone per il mercato delle crittovalute non ha lasciato indifferenti i cyber criminali che hanno messo in piedi le più disparate frodi informatiche ai danni dei possessori di criptomonete. Vediamo quindi alcune delle truffe più comuni per imparare a riconoscerle ed evitarle.

Offerte sottocosto

Una delle truffe più comuni è quella di offrire criptomonete a prezzi molto più bassi rispetto a quelli di mercato. Stare alla larga da imbrogli di questo genere è piuttosto semplice: basta ricordare che le crittovalute sono paragonabili a un titolo azionario, hanno un mercato regolato dalla blockchain e di conseguenza un valore ben definito. Sconti e offerte speciali non esistono.

Le catene di sant’Antonio

Uno dei maggiori trend del momento nel mondo delle criptovalute è l’Initial Coin Offering (ICO), cioè Offerta Iniziale di Moneta: di norma viene pubblicizzata una raccolta fondi per lo sviluppo di una nuova criptomoneta invitando gli utenti a investire denaro per comprare in prevendita questo nuove cripto-asset, magari invitando anche amici e parenti a fare lo stesso. La classica catena di sant’Antonio, insomma, dietro al quale si nascondono spesso gruppi di cyber criminali.

False monete virtuali

Una delle frodi più difficili da smascherare è quella dei siti che vendono criptomonete inesistenti. L’esempio più noto è OneCoin, progetto dietro il quale non si celava nessun sistema monetario virtuale, ma solo un gruppo di malintenzionati che intascava i soldi spesi dagli utenti per comprare questa criptovaluta fasulla.
L’unico modo per riconoscere possibili truffe di questo genere è documentarsi sulle origini della criptomoneta in questione e sulle intenzioni dei suoi creatori: se non è chiara l’utilità di una moneta, meglio diffidarne.
A tal proposito, concludiamo passando in rassegna le principali crittovalute tra le oltre centinaia attualmente esistenti.

Esempi di crittovalute

Bitcoin

Bitcoin è la prima e la più famosa tra le crittovalute in circolazione. È stata creata nel 2009 da uno o più sviluppatori noti con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto con lo scopo di contrastare la crisi finanziaria di quel periodo con una valuta indipendente basata su un sistema di controllo decentralizzato e distribuito, la blockchain. Per le loro caratteristiche, i Bitcoin hanno attirato subito l’attenzione degli investitori trasformandosi in un bene rifugio, una sorta di “oro digitale” che tuttavia ha un livello di volatilità altissimo.

Bitcoin Cash

Bitocin Cash nasce da un hard fork di Bitcoin, cioè una scissione interna della comunità degli sviluppatori causata dalle scarse prestazioni transazionali di questa criptovaluta. Nel luglio 2017 un gruppo di sviluppatori ha creato una nuova versione della blockchain di Bitcoin i cui blocchi hanno una dimensione maggiore e sono in grado di elaborare un maggior numero di transazioni al secondo.

Litecoin

Fondata da Charlie Lee, Litecoin deriva a sua volta dal Bitcoin, ma il suo scopo è, come per Bitcoin Cash, cercare di velocizzare le transazioni e abbassare il costo delle commissioni. Litecoin, infatti, è quattro volte più veloce di Bitcoin e ne circola una quantità quattro volte superiore. Inoltre, il tipo di criptazione utilizzato per questa moneta virtuale è tecnicamente più efficiente.

Ripple

Ripple è una criptovaluta nata al fine di offrire un sistema semplice e rapido per gli scambi di denaro internazionale ancora molto lenti e costosi. I Ripple sono sicuramente meno volatili rispetto alle altre crittovalute e permettono di effettuare transazioni istantanee a costo zero: queste loro caratteristiche hanno attirato l’interesse di grandi banche e investitori istituzionali tra cui American Express.

Ethereum

Ethereum è il nome di un particolare tipo di blockchain su cui di basano gli scambi di Ether, ma nel linguaggio comune Ethereum ha finito per indicare la criptovaluta in sé. La tecnologia di Ether si differenzia in maniera netta da quella delle altre crittovalute, in quanto il suo scopo è quella di abilitare i cosiddetti smart contract, contratti digitali intelligenti, che permettono di effettuare degli scambi tra le parti secondo delle regole ben definite e programmabili.

Monero

Tra tutte le criptomonete descritte finora Monero si colloca un po’ ai margini. Questa moneta digitale, infatti, garantisce il totale anonimato e impedisce qualsiasi tracciabilità delle transazioni, due caratteristiche che l’anno resa molto popolare tra i frequentatori del Dark Web.