Bitcoin Cash: come è nata, cos’è, come funziona

Che cos’è Bitcoin Cash? Bitcoin Cash è una criptovaluta nata in seguito a una scissione all’interno della comunità Bitcoin. Sebbene condivida la stessa logica di funzionamento basata su una rete di nodi peer-to-peer, Bitcoin Cash è una moneta completamente autonoma e con delle caratteristiche peculiari rispetto al Bitcoin originario: in particolare, permette transazioni più rapide e ha costi di commissione più bassi.

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Bitcoin Cash condivide alcune logiche basilari di funzionamento con tutte le altre crittovalute, perciò, se non lo hai già fatto, prima di andare avanti con la lettura di questo articolo ti consigliamo di leggere la guida introduttiva alle criptovalute nella home page del nostro sito.

La nascita di Bitcoin Cash

Bitcoin Cash non sta cercando di capitalizzare il brand Bitcoin. Sta cercando di salvare la filosofia del Bitcoin da coloro che non ci credono più e la stanno distruggendo. Jim Philips, Founder/CEO di PTYcoin

Per capire il perché della nascita di Bitcoin Cash, occorre fare una premessa sull’origine del Bitcoin (abbreviato BTC), la più famosa e diffusa tra le criptovalute in circolazione.

Bitcoin è stato creato nel 2009 da una persona (o un gruppo di persone) note con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Lo scopo della comunità Bitcoin è quello di creare un sistema monetario peer-to-peer decentralizzato e open-source che non necessiti della supervisione dei governi nazionali e delle banche centrali. Come? In sostanza, i principi alla base del Bitcoin possono essere sintetizzati in due punti:

  • L’emissione di moneta è dettata da un algoritmo che è in grado di autoregolarsi in base al numero di utilizzatori ed è limitata nel tempo: verranno messi in circolazioni 21 milioni di Bitcoin in circa 130 anni secondo una progressione geometrica decrescente. Questo meccanismo impedisce l’inflazione, anzi fa sì che nel tempo il Bitcoin acquisti valore in quanto risorsa sempre più scarsa.
  • Le transazioni non sono controllate da un’autorità centrale, ma dai nodi che costituiscono la rete stessa.

Alla base di questo meccanismo c’è la blockchain: il libro contabile di Bitcoin. La blockchain è un database di registri, chiamati blocchi, collegati tra loro e resi sicuri mediante la crittografia. Ogni blocco contiene un collegamento agli altri blocchi della catena (detto puntatore hash), una marca temporale (timestamp) e i dati delle transazioni effettuate: ogni volta che un utente vuole effettuare una transazione questa viene aggiunta ad un blocco e dev’essere validata dalla rete. In pratica, non è possibile modificare una transazione senza l’approvazione di tutti i nodi della catena.
È questa la forza della blockchain: anziché riporre la propria fiducia in un soggetto terzo che autorizza le transazioni (ad esempio una banca), possiamo contare su un controllo distribuito tra tutti i soggetti della rete.

A questo punto bisogna introdurre due questioni:

  • come vengono validate le transazioni?
  • quante transazioni possono essere registrate in ogni blocco?

La risposta alla prima domanda è il Bitcoin mining.

Questione 1: che cos’è il Bitcoin Mining?

Riducendo la definizione all’osso, possiamo dire che il Bitcoin mining è il processo di emissione dei Bitcoin. E se il termine mining (letteralmente “minare”) vi ricorda i minatori che estraggono pepite d’oro dalla roccia è perché è esattamente così: i miners (cioè i “minatori di Bitcoin”) sono coloro che grazie ad appositi software e computer molto potenti riescono a “risolvere” la crittografia dei blocchi della blockchain consentendo così il funzionamento del sistema. Perché dovrebbero farlo? Perché ogni volta che “risolvono” un blocco ricevono una ricompensa che consiste in due cose:

  • un certo numero di Bitcoin che possono rivendere sul mercato;
  • le commissioni pagate per le transazioni registrate in quel blocco.

Mentre il numero di Bitcoin è stabilito a priori dall’algoritmo che regola il sistema (all’inizio consisteva in 50 BTC per blocco, poi 25, oggi 12,5 e via via decrescendo fino ad arrivare a 0), il valore delle commissioni è stabilito liberamente dal mittente della transazione. Ed è qui che iniziano a crearsi dei problemi, ma prima rispondiamo alla seconda domanda.

Questione 2: quante transazioni possono essere registrate in ogni blocco della blockchain Bitcoin?

Ogni blocco della blockchain Bitcoin ha una dimensione pari a 1 MB al fine di limitare attacchi hacker. Parlando in termini di transazioni, la rete Bitcoin può elaborare al massimo 7 transazioni al secondo. Per intenderci: la rete Visa ne elabora migliaia al secondo.

All’inizio questa limitazione non rappresentava un problema, ma con il crescere degli utilizzatori si è creato un effetto “collo di bottiglia”. Insomma, crescendo la rete Bitcoin ha dimostrato il suo limite che, per dirla in gergo tecnico, consiste in un problema di scalabilità: più utenti ci sono più le transazioni diventano lente fino a richiedere giorni interi per essere approvate.

Si può usare come moneta di scambio un sistema che richiede giorni per completare una transazione? Sicuramente non è il massimo della comodità, tant’è che l’interesse per il Bitcoin è relativo più al sua valore di investimento che al suo uso transazionale. Inoltre, c’è un’altra questione: dato “l’imbottigliamento” delle transazioni, il valore della commissione è diventato un modo per guadagnare priorità. Visto che i miners “vincono” le commissioni contenute nei blocchi che risolvono, tendono ad approvare più velocemente transazioni con commissioni più alte.

È facile capire qual è l’esito della cosa: il controllo della rete è accentrato nelle mani dei miners, il che non sarebbe un problema se i miners in realtà non fossero rappresentati da pochi grandi soggetti.

Le grandi “mining pool” della rete Bitcoin

Abbiamo detto che il sistema Bitcoin è in grado di autoregolare l’emissione di moneta. Come? Aumentando o diminuendo il livello di difficoltà della crittografia a seconda del numero di miners attivi: più miners ci sono, più è difficile risolvere i blocchi. Qui serve una precisazione: i miners non sono criptografi che risolvono manualmente il problema, è un software a farlo (ricordate Alan Turing con Enigma, no?). I software per il mining hanno bisogno di computer con un’elevatissima potenza di calcolo e consumano molta energia elettrica, per cui, con il crescere della difficoltà, i miners hanno trovato conveniente unirsi in gruppi per avere maggiore potenza computazionale e poi dividere le ricompense in base al contributo di ognuno: queste reti di miners sono dette mining pool e come potete immaginare non sono poi molte, tanto che sono state definite il “cartello dei Bitcoin”.

Risolvere il problema della scalabilità di Bitcoin

La comunità Bitcoin ha discusso per quasi due anni sulle possibili risoluzioni al problema della scalabilità della rete vedendo contrapposte due diverse fazioni:

  • quella che proponeva di esternalizzare una parte del contenuto dei blocchi della blockchain affidandola a soggetti terzi (questa modifica è nota come algoritmo SegWit);
  • quella che proponeva di espandere la dimensione dei blocchi.

Non è questa la sede per discutere i pro e i contro delle due proposte, ma basti sapere che questa spaccatura all’interno della comunità Bitcoin, il 1° agosto 2017, ha portato alla nascita dei Bitcoin Cash (abbreviato BCH o anche BCC).

Che cos’è Bitcoin Cash

Chiariamo subito: Bitcoin Cash non è una tipologia di Bitcoin, Bitcoin Cash è una criptovaluta a sé stante, nata da un hard fork del Bitcoin.

Senza entrare troppo nei dettagli tecnici, possiamo dire che un hard fork è un aggiornamento del software che non mantiene compatibilità con la versione precedente: nel caso specifico il software alle base della blockchain di Bitcoin Cash si basa su regole non compatibili con quello che regola la rete Bitcoin.

Differenze tra Bitcoin e Bitcoin Cash

Le differenze tra Bitcoin e Bitcoin Cash sono essenzialmente di due tipi:

  • una di natura tecnica;
  • una di natura ideologica.

La principale differenza tecnica riguarda la dimensione dei blocchi della blockchain che nel caso di Bitcoin Cash si estende a 8 MB, contro 1 MB del Bitcoin. Secondo i creatori di Bitcoin Cash, questo permetterebbe di:

  • velocizzare le transazioni;
  • ridurre il costo delle commissioni;
  • ridurre l’effetto “collo di bottiglia” e aumentare la stabilità della rete

Dal punto di vista ideologico, invece, Bitcoin Cash differisce da Bitcoin perché:

  • Bitcoin Cash è migliore come moneta transazionale e permette scambi di denaro in maniera rapida, anonima e decentralizzata, in linea con gli intenti originari del creatore di Bitcoin;
  • Bitcoin, invece, è più una riserva di valore, quindi un titolo di investimento.

Inoltre Bitcoin Cash, almeno per il momento, ripristina la logica della decentralizzazione contrastando il fenomeno delle mining pool.

Come funziona il Bitcoin Cash

A livello di funzionamento logico Bitcoin Cash ha molti punti in comune con Bitcoin: entrambi sono monete virtuali basati su blockchain, la differenza, come detto sopra, risiede nella dimensione dei blocchi della catena.

I Bitcoin Cash possono essere acquistati e venduti su piattaforme di Exchange quali Etoro, Binance,Plus 500, IQ Option e Pepperstone e possono essere utilizzati come moneta transazionale per acquistare beni e servizi sulle piattaforme che lo permettono.

Come i Bitcoin, una volta acquistati i Bitcoin Cash vanno conservati in un wallet, un portafoglio virtuale dotato di due tipi di chiavi o codici: una chiave pubblica utilizzata per ricevere le criptomonete (l’equivalente del codice IBAN dei conti correnti tradizionali) e una privata per verificare l’origine delle monete virtuali trasferite.

Esistono diversi servizi online che permettono di aprire e gestire un wallet con Bitcoin Cash (tra le più note Coinbase, Trezor, Ledger, Coinfloor, Exodus, Jaxx, Keepkey, BTC.com, Bitpay e Coinomi), ma è importante tenere presente che sebbene la blockchain di Bitcoin Cash sia una tecnologia più che sicura, i portafogli virtuali sono comunque esposti al rischio di violazione, per cui è bene valutare se avvalersi di un servizio di gestione online oppure tenere il wallet sul proprio dispositivo installando appositi software.

Investire in Bitcoin Cash

È possibile guadagnare con i Bitcoin Cash facendo trading? Sebbene il Bitcoin Cash nasca in primo luogo come moneta di scambio è comunque possibile usarlo come titolo d’investimento per fare trading online.

Per farlo è necessario, come appena spiegato, aprire un portafoglio virtuale e registrarsi su una piattaforma di Exchange, avendo cura di scegliere operatori certificati dalle autorità di vigilanza finanziaria. Per il resto, l’investimento in Bitcoin Cash non è diverso da un investimento in valuta tradizionale.

Sebbene nelle prime settimane alcune piattaforme erano riluttanti ad accettare Bitcoin Cash, oggi lo scetticismo è superato: nel momento in cui scriviamo, a poco più di cinque mesi dalla sua nascita, Bitcoin Cash è la quarta valuta digitale dopo Bitcoin, Ethereum e Ripple ed è supportata da tutte le principali borse di scambio online.

Quanto vale Bitcoin Cash?

Al momento dell’hard fork, il 1° agosto 2017, tutti coloro che possedevano Bitcoin si sono visti accreditati una pari quantità di Bitcoin Cash che ereditavano il registro di transazioni compiute fino a quel momento in Bitcoin ma che, da lì in poi, iniziavano un’esistenza completamente autonoma. Naturalmente questo discorso riguarda anche il valore: così come il valore del Bitcoin è dato dal mercato, così è anche per Bitcoin Cash.

Inizialmente il prezzo di Bitcoin Cash aleggiava sui 250 €, per poi raggiungere un picco di 3.000 € a dicembre e scendere intorno a 1.300 € alla metà di gennaio, con una capitalizzazione di mercato pari a oltre 22 miliardi di euro e scambi per circa 230 milioni di euro.

Il mercato delle criptovalute però è caratterizzato da un elevato livello di euforia e, di conseguenza, il valore delle monete virtuale è estremante volatile: inutile riportarne il prezzo nel momento in cui scriviamo perché questo cambia rapidamente e va monitorato in maniera continuativa.

Quindi, meglio acquistare Bitcoin o Bitcoin Cash?

Tirando le somme, sebbene il Bitcoin Cash a livello tecnico è considerabile come un’implementazione dei Bitcoin, sul piano pratico la scelta è dettata dall’utilizzo che se ne intende fare.

Al momento attuale Bitcoin Cash è più funzionale come moneta transazionale e ha un valore di investimento più basso rispetto al Bitcoin, ma, come detto sopra il valore delle criptovalute cambia molto rapidamente e non siamo in grado di prevedere come evolverà.

Inoltre, alcuni critici del Bitcoin Cash hanno evidenziato il fatto che con il crescere degli utenti, il problema della scalabilità presto o tardi si ripresenterà anche con i Bitcoin Cash.

L’unica consiglio valido, quindi, è quello di restare informati sulle novità del mondo delle criptovalute ed essere consapevoli della volatilità del loro mercato.

Per informazioni più dettagliate sui vantaggi e i rischi degli investimenti in criptovalute, consulta la guida in home page.