Bitcoin: che cos’è, come funziona,
a cosa serve

Bitcoin è la più famosa e diffusa crittovaluta attualmente in circolazione. Si tratta di una criptomoneta decentralizzata basata su una rete di nodi peer-to-peer che non prevede il controllo di un’autorità monetaria di Stato, non subisce inflazione, garantisce la tracciabilità, la trasparenza e l’irreversibilità delle transazioni. Il suo valore è determinato esclusivamente dal mercato e, come tutte le valute, può essere usato non solo per fini transazionali, ma anche come riserva di valore o per fare trading online.

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Bitcoin condivide alcune logiche basilari di funzionamento con tutte le altre crittovalute, perciò, se non lo hai già fatto, prima di andare avanti con la lettura di questo articolo ti consigliamo di leggere la guida introduttiva alle criptovalute nella home page del nostro sito.

Che cos’è Bitcoin?

Bitcoin è l’invenzione più rilevante dall’avvento di Internet. Roger Ver, early investor

Il Bitcoin (abbreviato BTC) è una crittovaluta (o criptovaluta), cioè una moneta elettronica criptata, creata nel 2009 da uno o più programmatori noti con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto.
In quanto moneta virtuale non ha un corrispettivo fisico, ma esiste soltanto come file digitale e può essere conservata grazie ad appostiti software, web app o mobile app, detti wallet, cioè portafogli virtuali.

Sebbene il Bitcoin venga spesso definito come la prima criptovaluta inventata, non è esattamente così: la prima moneta virtuale, il B-Money, risale al 1998, ma le sue caratteristiche non erano tali da destare l’interesse collettivo. O più semplicemente il mondo non era pronto. Nel 2009, invece, la crisi finanziaria in atto ha fatto sì che il fenomeno Bitcoin conquistasse l’attenzione di tutti.

Perché è nato Bitcoin?

Tutte le criptovalute nascono con uno scopo (se nel loro manifesto non ne dichiarano uno, diffidatene: è probabile che siano truffe). Bitcoin nasce per offrire un’alternativa al sistema monetario tradizionale proponendo un sistema decentralizzato.

Per spiegarci meglio facciamo un passo indietro.

Che cos’è una moneta? La moneta è un oggetto fisico inventato dall’uomo per facilitare gli scambi. Viene emessa e regolata da enti governativi statali, le Banche Centrali, e si basa sulla fiducia che la collettività ripone nell’autorità che la emette. Semplificando, se domani smettiamo di credere che un 1€ valga 1€ la moneta perderebbe la sua funzione. Ma allo stesso tempo, non abbiamo modo di verificare che 1€ valga 1€, soprattutto perché oggi le monete non hanno più un controvalore in oro, ma esprimono solo una promessa di valore: la promessa di poter essere convertite in beni e servizi o in un’altra valuta. Inoltre, è l’autorità monetaria a decidere quanta moneta immettere in circolazione creando fenomeni inflattivi o deflattivi.

I creatori di Bitcoin, invece, propongono un sistema completamente decentralizzato in cui il controllo è distribuito tra tutti i nodi della rete che mandano avanti il sistema, i quali si occupano di validare e autorizzare le transazioni, mentre l’emissione di moneta è gestita da un algoritmo capace di autoregolarsi in modo da emettere solo 21 milioni di Bitcoin in circa 130 anni.

Le principali conseguenze di un sistema simili sono:

  • il controllo delle transazioni è distribuito tra tutti i nodi della rete;
  • il concetto di fiducia è sempre centrale, ma non si tratta di fiducia in un’autorità, bensì nella rete stessa: si tratta di una fiducia reciproca;
  • non può esserci inflazione, ma solo deflazione in quanto i Bitcoin sono una risorsa limitata;
  • non essendo legato alle politiche monetarie nazionali, il valore del Bitcoin è stabilito esclusivamente dal mercato e, per questa ragione, è estremamente volatile.

Come funziona il bitcoin?

La prima volta che ho sentito parlare di Bitcoin ho pensato che fosse impossibile. Come si può contare su una moneta completamente digitale? Non riuscivo a concepire come potesse funzionare, poi ho capito: non è impossibile, è brillante. Jeff Garzik, Co-Founder di Bloq Inc

Come fa il Bitcoin ad avere queste caratteristiche? Qual è il suo modello di funzionamento? L’architettura di base del Bitcoin è abbastanza complessa ed è condivisa praticamente da tutte le criptomonete in circolazione. Vediamola punto per punto.

La Blockchain come database distribuito

La Blockchain è il libro contabile dei Bitcoin: un database di transazioni in Bitcoin composto da una catena di blocchi crittografati ognuno dei quali può registrare transazioni fino alla dimensione massima di 1 MB.

Ogni blocco contiene un collegamento agli altri blocchi della catena (detto puntatore hash), una marca temporale (timestamp) e i dati delle transazioni effettuate.
Il contenuto di ciascun blocco deve essere convalidato da tutti i nodi della rete: in pratica, non è possibile modificare una transazione senza l’approvazione del 50%+1 dei nodi.

Le transazioni

Come funzionano le transazioni in Bitcoin?
Per prima cosa bisogna capire come funziona un wallet. Il portafoglio virtuale non è altro che un insieme di indirizzi a ognuno dei quali corrisponde un certo numero di Bitcoin. Nel vostro wallet, quindi, possono esserci anche più indirizzi Bitcoin, ognuno dei quali conterrà una determinata quantità di moneta.

Ogni volta che si crea un nuovo indirizzo vengono generate due chiavi:

  • una chiave privata nota solo al proprietario del wallet che permette l’accesso ai Bitcoin contenuti in quell’indirizzo
  • una chiave pubblica, cioè un codice alfanumerico (che per comodità può essere espresso anche attraverso un QR Code) visibile a tutti i nodi della rete che funzionerà come un codice IBAN temporaneo dove ricevere denaro.
    Ogni volta che si devono ricevere monete è consigliabile creare un nuovo indirizzo Bitcoin da comunicare al mittente.

Immaginiamo quindi la transazione come un pacchetto di informazioni sigillate da un lato dalla chiave privata e dall’altro dalla chiave pubblica che va a inscriversi nel primo blocco libero della blockchain. I blocchi vengono letti dai nodi della rete e, quando il 50%+1 dei nodi ha approvato le transazioni al loro interno, il passaggio di Bitcoin si può considerare effettuato e non c’è alcun modo di revocarlo.

Ma come fanno i nodi a validare le transazioni in Bitcoin? Per rispondere a questa domanda dobbiamo parlare dei miners.

Il mining come sistema di convalida e di emissione

Nel sistema monetario tradizionale le moneta è emessa dalle Banche Centrali per conto dei governi; i Bitcoin invece vengono estratti dalla rete stessa (come pepite d’oro dalle miniere) e gli utenti che si occupano di questo si chiamano miners, minatori appunto: il processo di emissione dei Bitcoin quindi è il mining. Ma cosa c’entra questo con la validazione degli scambi in Bitcoin? Lo vediamo subito. I miners non lavorano di piccone, ma si avvalgono di potenti computer i quali producono dei calcoli che validano le transazioni. Ogni volta che validano le transazioni ottengono come ricompensa un nuovo ammontare di Bitcoin, attualmente pari a 12,5 Bitcoin per ogni blocco verificato, che va ad aggiungersi a quello attualmente in circolazione. Diciamo attualmente perché la ricompensa in passato era più alta e in futuro diminuirà fino ad azzerarsi. Questo perché i creatori di Bitcoin hanno stabilito che il sistema emetterà 21 milioni di Bitcoin in circa 130 anni: più sono i miners attivi più l’algortimo complica la criptazione rendendo difficile estrarre Bitcoin: questa logica permette al sistema di autoregolarsi. In pratica, tra 130 anni non sarà più possibile minare Bitcoin, i Bitcoin saranno una risorsa scarsa e il loro valore tenderà solo a crescere.

Cerchiamo, però, di capire meglio come funziona il mining. I miners utilizzano un complesso software di crittografia in grado di calcolare i dati delle transazioni Bitcoin contenuto in un blocco e aggiungere un valore random che si chiama nonce. Il nonce unito ai dati di ogni transazione genera una stringa alfanumerica detta hash. Per calcolare correttamente un hash è necessaria una grandissima potenza di calcolo e un elevato numero di tentativi (ognuno dei quali genera un nonce). Quando l’hash viene calcolato correttamente, il blocco diventa valido, il miner ottiene la ricompensa fissata e guadagna anche tutte le commissioni contenute nel blocco. Sì, perché per ogni transazione gli utenti pagano una commissione, detta transaction fee, che possono stabilire a loro piacimento.

Il sistema ovviamente non è perfetto e ha finito per creare degli oligopoli di miners, contraddicendo la logica stessa della decentralizzazione. Per contrastare questo fenomeno, alcuni sviluppatori della comunità Bitcoin, hanno dato vita a una nuova criptovaluta con caratteristiche leggermente diverse: il Bitcoin Cash.

Probabilmente, starete pensando che non abbiamo ancora risposto alla domanda iniziale: come fanno i miners a verificare che le transazioni siano valide? Per rispondere bisogna fare un altro passo indietro.

Il sistema di validazione delle transazioni Bitcoin

Nel calcolo di ogni blocco viene incluso anche l’hash del blocco precedente. Quindi, ricapitolando, ogni hash è composta da: hash del blocco precedente + dati del blocco di transazioni + nonce. Capite, quindi, che tutti i blocchi di transazione sono concatenati l’uno con l’altro e mantengono la storia di tutte le transazioni effettuate fino a quel momento: se un malintenzionato volesse contraffare una transazione dovrebbe modificarne l’hash e di conseguenza illegittimerebbe tutte le transazioni che vengono dopo, è questa la forza della Blockchain.

Ripetiamo tutto il processo dall’inizio:

  1. Marco vuole inviare Bitcoin a Sara.
  2. Questa transazione viene inclusa in un blocco.
  3. Quando il blocco è pieno (circa ogni 10 minuti) viene preso in carico da un miners che si occupa di validarlo.
  4. Dopo aver validato il blocco il miners guadagna 12,5 BTC più i transaction fees contenuti nel blocco.
  5. La transazione viene effettivamente eseguita.
  6. Il database viene aggiornato e trasmesso a tutti i nodi della catena in modo che non sia più possibile modificarlo.

I limiti di Bitcoin

La struttura appena descritta è allo stesso tempo la forza e la debolezza di Bitcoin, perché se da un lato lo rende un sistema estremamente sicuro, sganciato dalle autorità monetarie e in costante deflazione, dall’altro solleva alcune problematiche. Vediamo quali.

Le transazioni sono lente e costose.

Data la ridotta dimensione dei blocchi, la blockchain Bitcoin si satura facilmente creando un effetto collo di bottiglia per cui le transazioni impiegano da un minimo di 10 minuti a diverse ore (in alcuni casi giorni) per essere accettate. Per capirci: la rete Bitcoin al momento riesce ad elaborare circa 7 transazioni al secondo contro le migliaia di Visa. Per superare il problema alcuni utenti offrono transazioni più alte, creando così una disparità contraria alla filosofia del sistema stesso.

Questa inefficienza transazionale ha spinto gli utenti a utilizzare Bitcoin soprattutto come riserva di valore e come strumento speculativo, portando il suo valore di mercato a una rapida crescita.

Allo stesso tempo, per migliorare questo aspetto del Bitcoin sono nate criptomonete alternative come il Bitcoin Cash e il Litecoin.

Bitcoin non è anonimo (il che non è un male)

Spesso si sente dire che Bitcoin permette transazioni anonime, ma in realtà non è davvero così: semplicemente ogni utente è rappresentato dal suo portafoglio virtuale e non dalla sua reale identità, ma, in ogni caso, tutte le transazioni in Bitcoin sono tracciabili e riferibili ai wallet da cui sono partite. Anzi, la tracciabilità e la trasparenza sono una delle caratteristiche fondative di Bitcoin.

Come acquistare i Bitcoin

I Bitcoin possono essere acquistati su apposite piattaforme online dette Exchange come CoinBase e Cex.Io in cambio di valuta tradizionale e possono essere pagati direttamente con carta di credito, addebito sul conto corrente e in alcuni casi anche con PayPal.

Una volta acquistati vanno conservati in un portafoglio virtuale, un wallet, che può essere online o mobile (di solito messo a disposizione dalle stesse piattaforme di Exchange) oppure può risiedere sul vostro computer. Ogni tipologia di wallet ha i suoi rischi: dagli attacchi hacker alla perdita dei dati d’accesso, per cui è bene valutare la soluzione più adatta alle proprie esigenze tenendo conto che i Bitcoin persi o rubati non sono recuperabili perché non c’è nessuna autorità a garantire per loro.

I Bitcoin possono essere usati (anche frazionati) per acquistare beni e servizi sui siti che li accettano, possono essere conservati come riserva di valore oppure possono essere usati come asset di investimento per fare trading online.

Fare trading con i Bitcoin

Il trading online con i Bitcoin può essere fatto in due modi: acquistando e vendendo direttamente oppure tramite CFD, cioè scommettendo sulla variazione del loro valore.

Per fare trading con i Bitcoin è necessario iscriversi a una piattaforma broker con regolare licenza come Plus 500, IqOption, 24options, Etoro, Markets, Pepperstone, Binance e aprire posizioni a rialzo o a ribasso:

  • aprendo una posizione a rialzo, acquistate Bitcoin scommettendo sul fatto che il loro valore cresca: se questo accade andate in profitto;
  • aprendo una posizione a ribasso, vendete Bitcoin scommettendo sul fatto che il loro valore diminuisca: se questo accade andate in profitto;

Nel momento in cui siete in profitto potete chiudere la vostra posizione e richiedere di prelevare la cifra guadagnata.

Quanto vale il Bitcoin

Quanto vale un Bitcoin? Non esiste una risposta univoca a questa domanda in quanto il valore del Bitcoin è determinato dal mercato, cioè da quante persone vogliono acquistarlo, e cambia a velocità vertiginosa. All’inizio era 0, a metà dicembre 2017 ha superato i 14.000 €, a febbraio è sceso a 6.000 € , nel momento in cui scriviamo si attesta intorno agli 8.500 € con una capitalizzazione di mercato pari a € 151.154.992.644,24 e il suo prezzo continua a cambiare di minuto in minuto.

Per informazioni più dettagliate sui vantaggi e i rischi degli investimenti in criptovalute, consulta la guida in home page.